Andrea Vecchio è tornato. Amatissimo dai tifosi biancoblu, Vecchio oggi è l’allenatore dell’Under 17 della Pro Patria.

Sul ritorno a Busto Arsizio – “Sono tornato con una Società diversa rispetto a quando sono stato qui, eppure mi sembra di non essere mai andato via. Mi sento a casa. Nel 1998 sono arrivato alla Pro per giocare negli Allievi, sono andato via da giocatore nel 2008, sono rientrato alla base nel 2018 allenando proprio gli Allievi, oggi Under 17. E’ destino, nulla accade per caso”

Di categoria in  categoria – “Avevo già allenato nella stessa categoria alla Caronnese. Quest’anno è diverso però. Il salto nei professionisti si sente anche nel Settore Giovanile ed è giusto così per tenere alto il livello qualitativo del Campionato e prepararsi ad affrontare sfide con i più grandi”.

La squadra più giovane del Campionato – “Una scelta coraggiosa e ragionata del Club. Abbiamo deciso di confermare alcuni 2002 per creare un’ossatura e dare continuità. Allo stesso tempo, abbiamo costruito una Rosa formata per la maggior parte da ragazzi nati nel 2003. Sono molto contento di questa scelta, siamo la squadra più giovane del Girone e ci sono tanti aspetti positivi. Pensare alla crescita del “piccolo calciatore” deve essere una priorità, il risultato è secondario”.

Il cammino – “Il livello è buono. La squadra che mi ha impressionato di più fin qui è senza dubbio il Renate, non a caso è Campione d’Italia in carica. Anche Monza e Pro Vercelli hanno organici di tutto rispetto. Con le tre formazioni citate abbiamo perso ma senza demeritare e, soprattuto, senza mai arrenderci. Il pareggio con la Feralpisalò e il successo con l’Albissola hanno dato merito ai ragazzi che stanno lavorando sodo”. 

Presente e futuro – “E’ un’età particolare, delicata, dal punto di vista calcistico ci possono essere le prime percezioni su chi ha margini di miglioramento e potenziale per avere una prospettiva futura in Prima Squadra. Ciò che cerchiamo di fare con i nostri Under 17 è di andare alla ricerca della prestazione, dare tutto in allenamento e in partita. La nostra idea è quella di avere un atteggiamento attivo, non passivo, cercando di proporre il nostro calcio. Oggi adottiamo un modulo che è il 4 – 3 – 3 ma non sono legato ai sistemi di gioco, conta l’interpretazione e l’occupazione giusta degli spazi”.

Intervista di: Nicolò Ramella, Ufficio Stampa Aurora Pro Patria 1919.