Storia

La Pro Patria, è stata fondata ufficialmente il 28 Febbraio 1919, a pochi mesi dal termine della 1^ guerra mondiale, sulle ceneri della vecchia squadra bustocca Aurora, fondata nel 1907, da Alfredo Trere, uno dei calciatori più famosi d’inizio 900′, giocatore e scudettato con il Milan, tra l’altro capitano nelle prime partite della Nazionale italiana. Nell’Aurora e nella Pro, svolse con il fratello diversi ruoli, da giocatore, allenatore a D.T.

La Pro Patria et libertate USB (Unione Società Bustesi), è l’unione delle diverse società calcistiche presenti a Busto,prima dello scoppio della Grande Guerra.

La maglia dell’Aurora e dell’attuale Pro Patria, è sempre stata la stessa, derivando dalla Ginnastica Pro Patria et Libertate 1881, sempre di Busto Arsizio. Il calcio a Busto si praticava ufficiosamente già in quel periodo, considerata la presenza sul territorio di diversi commercianti, ingegneri e lavoratori inglesi, tedeschi e svizzeri, per gli impianti meccano-tessili ed il commercio di tessuti.

La Pro, è stata nella massima serie complessivamente per 16 campionati, di cui 4 prima della riforma che introdusse la Serie A, nel 1929-30, gli altri 12 divisi in due fasi.

Il primo periodo dal 1929-30 al 1932-33, dove nasce il soprannome di tigrotti, in relazione ad un articolo di Bruno Roghi, pubblicato sulle colonne della Gazzetta dello Sport, nel 1930.

Nella stagione 46-47, vince il campionato di Serie B, imponendosi in tutte le 21 partite casalinghe.

Si apre così un secondo periodo nella massima serie dal 1947-48 al 1955-56, raggiungendo il miglior piazzamento della sua storia con l’ottavo posto finale.

In mezzo una retrocessione in B nel 52-53, da dove risalì subito vincendo lo spareggio contro il Cagliari per 2-0, in “campo neutro” a Roma.

Nel 61-62, con una squadra formata da tutti ragazzi della zona, sfiora il clamoroso ritorno in Serie A, mancandolo per un solo punto.

Nel 1961, partecipa alla Coppa delle Alpi, antesignana della Coppa UEFA.

Quella del 1965-66 è stata l’ultima stagione in Serie B.

Dal 1969-70, con la crisi che colpì le numerose aziende tessili della zona, iniziò una grave involuzione societaria, che la portò a scivolare per la prima volta nella sua storia in Serie D, al termine della stagione 71-72, da dove risalì poi nel 74-75 con Peppino Mancini come presidente e Lello Crespi in panchina.

Crisi societarie che continuarono praticamente, fine alla metà degli anni 90 con la parentesi nel 1981-82, con Hofling come D.T. e Leo Sigel in panchina, unico guizzo con la promozione in C1 e “retrocessione” immediata in C2, con alcuni giocatori invischiati poi nel secondo calcio scommesse.

Nelle prime giornate del campionato 1987-88 in C2, che porterà poi alla retrocessione in Interregionale, muore sul campo di Treviso, Andrea Cecotti, a soli 25 anni. Al culmine della tribolata gestione societaria di Filippini, nel 91-92 arriva l’amara retrocessione in Eccellenza, dove rimane due anni. Dal 1995-96 ritorna in C2, con la fusione con la Gallaratese, perdendo poi tre semifinali play-off di fila.

Quello del 97-98, contro la Triestina è rimasto storico, per la partita in se, ma anche per gli incidenti avvenuti. A seguito di quel movimentato play-off, si sciolse la vecchia proprietà, con la dirigenza gallaratese. Nel 98-99, salvezza ai play-out contro il Borgosesia con Zecchini in panchina.

Dal 1999 arriva la Famiglia Vender al timone della società; nel 2000-01, ancora play-off, sempre contro la Triestina, superati in casa per 1-3.

Nel 2001-02, arriva finalmente la promozione in C1, superando ai play-off, Novara e Sangiovannese con Manicone a guidare il centrocampo.

2002-03, salvezza in C1, con finale di Coppa Italia di Serie C, persa contro il Brindisi, con Muraro in panchina.

2003-04, salvezza ai play-out contro il Prato, ed ancora finale di Coppa Italia di Serie C, persa contro il Cesena, con Patrizio Sala in panchina.

Seguono campionati di centro classifica, con giocatori di esperienza come Carbone, Valtolina, Ambrosetti e Tramezzani che diventerà un simbolo.

Nel 2007-08, retrocede in maniera clamorosa al termine dei play-out contro il Verona, con rete gialloblù all’ultimo minuto.

Con 12 Campionati di Serie A, la Pro Patria, è la squadra, espressione di una città non capoluogo di provincia, con il maggior numero di stagioni nella massima serie. Il miglior piazzamento in A, è stato l’8° posto, ripetuto alcune volte.

Una delle caratteristiche sia in A che in B, è stata quella di avere sempre la rosa, con tutti giocatori della zona di Busto e della Valle Olona.

Il giocatore con maggior presenze è Taglioretti (da Fagnano Olona) con 389, tra A, B e C.

Con maggior presenze in A, Antonio Fossati, 230 (dal 1947-48 al 1954-55.)

Il miglior attaccante in A, Turconi con 37 segnature.

Anno 2000 nel concorso indetto dal “Guerin Sportivo”, è arrivata 2^ tra le maglie più belle delle squadre europee. 1^ quella del Genoa, nell’edizione del centenario.

TRA I GIOCATORI PIU’ FAMOSI: su tutti il bustocco Carletto Reguzzoni, attaccante, 4 scudetti vinti con il Bologna e diverse Coppe Europee.

Candiani, altro bustocco, attaccante mancino, uno dei pochi a giocare anche con le maglie della Juve, Milan e Inter. Attilio Marcora, altro bustocco e Nazionale Angelo Turconi (Olgiate Olona), centrocampista Nazionale ed Olimpico, Cavigioli, attaccante, nazionale ed olimpico, Antoniotti poi con Juve, Lazio e Toro.

Sempre bustocchi Alfredo Monza, poi per anni in A con la Lazio e Natale Masera, poi all’Inter e Genoa.

Orlando Bocchi (Milan), gli istriani Bonivento, Andrea Kregar (poi alla Juve), Mario Varglien 5 scudetti con i bianconeri e nella rosa dei campioni del Mondo del 34. Annibale Frossi all’Inter e Campione Olimpico del 36. Ciccio La Rosa, centravanti, nazionale ed olimpico.

Antonio Azzimonti, per anni in A, con Udinese e Lazio.

Orzan, scudettato con la Fiorentina, il lonatese Carlo Regalia d.s. di Lecce, Lazio e Bari. Sandro Turini attaccante (Milan, Como e Verona), Alberto Vivian, Luciano Re Cecconi (Sant’Ilario) nazionale e scudettato con la Lazio nel 73-74. Bruno Bolchi, che ha chiuso con il calcio giocato con la maglia della Pro, ed iniziò la carriera di allenatore.

Stefano Tacconi (Nazionale, Juve), Luca Bucci, Parma e Nazionale, Tommaso Rocchi, altro nazionale e bandiera della Lazio delle ultime stagioni.

Come allenatori, tra i più noti, il campione del Mondo, Peppino Meazza in A negli anni 50, Augusto Rangone in A nei primi anni 30, ex D.T. della Nazionale.

Mario Beretta (95-96), in A sulle panchine di Parma, Chievo, Siena e Lecce.

Tra gli stranieri più importanti: in assoluto Ladislav Kubala, che però per motivi burocratici, pur rimanendo alla Pro, a tutti gli effetti per quasi un anno, non giocò mai. Passando poi direttamente al Barcellona. Il magiaro Andreas Kutik, allenatore che guidò anche il Grande Torino. Norbert Hoefling (attaccante anche alla Lazio), in seguito allenatore dell’Anderlecht e del Feyenoord, nel 81-82, come D.T. della promozione in C1. Il brasiliano Beniamino Jo Santos, e l’uruguaiano Vidal (Campione del Mondo 1950), che arrivò dalla Fiorentina.


Si ringrazia lo staff di bustocco.it per la stesura del testo
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