Il ritiro di Sondalo è nella sua fase conclusiva. La Pro Patria prosegue senza sosta le sedute di allenamento.

Augusto Rasori, preparatore dei portieri biancoblu, ci svela i segreti del lavoro dei portieri, “impegnativo, per tutti, come è giusto che sia – sottolinea Rasori – . Stiamo impostando il doppio impegno quotidiano allenando l’aspetto fisico, tecnico e psicologico, quest’ultimo fattore più che mai fondamentale nel calcio moderno. Mangano, Tornaghi e Angelina hanno avuto un approccio positivo, sono molto soddisfatto”.

Un’altra stagione insieme a Mister Javorcic…

Un onore per me. Sono come un bambino di 5 anni che cerca di assimilare ogni concetto. Io alleno i portieri, ma chi li manda in campo è il Mister, che è capo di tutto lo Staff. Noi collaboratori dobbiamo essere bravi a utilizzare il suo stesso vocabolario per rendere omogenea la comunicazione con i giocatori. Coerenza e rispetto prima di tutto.

E’ cambiato tanto il ruolo del portiere negli ultimi anni?

Sì, molto. Prima si lavorava in un “angolino”, oggi il portiere può essere considerato un giocatore di movimento a tutti gli effetti. Ecco perchè cerchiamo di allenare la velocità del pensiero e la fase di impostazione con i piedi. La palla è sempre protagonista e occorre mettersi subito sulla carreggiata, in base al lavoro del Mister sui reparti.

E’ la sua quarta annata a Busto Arsizio. Per la seconda consecutiva ritrova Mangano…

Giulio è maturato molto. Si è presentato al raduno con una carica speciale. Insieme stiamo cercando di alzare l’asticella. Strutturalmente è pronto, è reattivo, consapevole dei propri mezzi dopo un’ottima stagione in un campionato difficile come la Serie D. Ha potenzialità enormi e ancora ampi margini di miglioramento.

“Radio Mercato” dice che sia uno dei migliori prospetti del calcio italiano giovanile…

Chi lo dice, dice il giusto. Qui bisogna fare i complimenti alla società che ha investito su di lui, perchè ci crede, così come tutto lo Staff. Stiamo sviluppando l’aspetto motivazionale, stimolando concetti azione-reazione che lo aiuteranno anche a formare completamente la personalità.

E Tornaghi?

Paolo sta ritrovando e riprovando i metodi del nostro calcio. L’esperienza in USA e Canada ha arricchito il suo bagaglio tecnico. I ritmi qui sono diversi e lui è già entrato in quest’ottica con impegno e professionalità. Un portiere longilineo e reattivo che fa al caso nostro.

Infine, il giovanissimo Angelina (2001)…

Con Mangano e Tornaghi come esempi parte avvantaggiato. Ha tanta forza ed esplosività che deve saper controllare. Ci stiamo lavorando.

Vediamo i tre portieri dialogare spesso tra loro…

Fondamentale ci sia confronto tra colleghi. Si è creata un’alchimia speciale condita da consigli reciproci. Insieme cerchiamo di rivedere i video di partite e allenamenti per cercare di migliorare. Gli insegnamenti migliori arrivano dai gol che si prendono, dagli errori che si commettono. Il mio compito è quello di cercare di farli sbagliare il meno possibile.

 

Intervista di: Nicolò Ramella, Ufficio Stampa Aurora Pro Patria 1919