1) Beppe, partiamo dal tuo secondo “Sì” alla Pro Patria… Quanto tempo hai impiegato per accettare la proposta del Direttore Sandro Turotti?

Pochissimo. Tutto nasce dalla passata stagione. Sono arrivato a Busto Arsizio con un unico obiettivo, quello di vincere il campionato. Raggiunto il traguardo, è bastata la parola con il Direttore Turotti per far scattare l’automatico rinnovo.

 

2) Tu puoi vantare una lunga carriera in Serie C. È cambiato tanto rispetto ai tuoi inizi. Qual è il tuo parere, oggi, sulla categoria?

È cambiato molto. Devo essere sincero, 16 anni fa, al mio esordio, complici anche gli ingenti investimenti economici dei club, la qualità in campo era maggiore. Per i ragazzi molto giovani era difficile conquistare una maglia da titolare. La regola degli Under ha spalancato le porte a un calcio diverso.

 

3) Il Club biancoblu ha deciso di confermare diversi giocatori che la scorsa stagione, con te, hanno conquistato lo Scudetto di Serie D, compreso l’allenatore. Quali sono i punti di forza di questo gruppo?

Il rispetto e la fiducia l’uno nell’altro hanno fatto la differenza. Il tutto unito ad un lavoro quotidiano in simbiosi con le idee del mister. Ripartire con un’ossatura simile ti fa essere avvantaggiato e permette all’allenatore di non dover ripartire da zero.

 

4) Ci puoi spiegare il tuo legame con Busto Arsizio?

Faccio il pendolare, avanti e indietro da Como. Nonostante i pochi momenti in città, qui mi sento a casa. Così mi fa sentire la società e lo stesso vale per i tifosi. Essere benvoluto da tutti non è cosa da poco.

 

5) Potresti chiudere alla Pro la tua carriera da giocatore?

Lo ribadisco. Io sto benissimo qui e ho accettato subito di rimanere. Non essendo più un ragazzino non sarebbe giusto fare promesse e pensare troppo in là. A fine stagione farò di nuovo un bilancio e deciderò. Certo, spero di fare un gran campionato così da poter continuare in maglia biancoblu.

 

6) Ti consegniamo una bilancia. Su un piatto ci sono i giovani calciatori, su un altro i “senatori”. Quale pesa di più per sbagliare il meno possibile in Serie C?

50 e 50. I giovani, inutile girarci intorno, portano in squadra imprevedibilità, entusiasmo ed incoscienza che serve durante le partite. Lo stesso vale per l’esperienza nel corso di una partita. Trovare l’equilibrio senza differenze è il vero segreto. Come la scorsa stagione. Ripetiamola e ci toglieremo soddisfazioni.

 

7) Tre caratteristiche di Beppe Le Noci in campo…

Generosità, altruismo, astuzia.

 

8) Tre aggettivi per descriverti fuori dal rettangolo di gioco…

Leale, estroverso, rispettoso.

 

9) I tuoi obiettivi personali?

Prima di tutto vorrei star bene fisicamente per poter essere costantemente a disposizione del mister. È più importante il collettivo che il singolo.

 

10) È la stagione del centenario biancoblu, quale sarà il regalo di Le Noci per i tifosi tigrotti?

Posso garantire il massimo impegno in allenamento e in partita. Daremo tutto per fare meglio possibile, senza avere rimpianti.

 

Intervista di: Nicolò Ramella, Ufficio Stampa Aurora Pro Patria 1919